martedì 23 marzo 2021

ALL. NR. 467 467) SECONDA INTERVISTA RILASCIATA DA MORCAVALLO (Minaccia di morte).

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PARLA EX-GIUDICE TRIB.MINORI FRANCESCO MORCAVALLO


 

Li chiamano affidi, ma troppo spesso sono uno scippo

Il più osceno business italiano: il troppo facile affidamento di decine di migliaia di bambini e bambine all’implacabile macchina della giustizia

Francesco Morcavallo, ex giudice presso il tribunale dei minorenni di Bologna
Credits: Ada Masella

Tag:  Bologna minori tribunale

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di Maurizio Tortorella

Sembra un uomo pensoso e forse triste, Francesco Morcavallo. Se davvero lo è, il motivo è una sconfitta. Perché, malgrado una battaglia durata quasi quattro anni, non è riuscito a smuovere di un millimetro quello che ritiene un «meccanismo perverso» e insieme «il più osceno business italiano»: il troppo facile affidamento di decine di migliaia di bambini e bambine all’implacabile macchina della giustizia.

Dal settembre 2009 al maggio 2013 giudice presso il Tribunale dei minorenni di Bologna, Morcavallo ne ha visti tanti, di quei drammatici percorsi che iniziano con la sottrazione alle famiglie e finiscono con quello che lui definisce l’«internamento» (spesso per anni) negli istituti e nelle comunità governati dai servizi sociali. Da magistrato, Morcavallo ha combattuto una guerra anche culturale contro quello che vedeva intorno a sé. Ha tentato di correggere comportamenti scorretti, ha cercato di contrastare incredibili conflitti d’interesse. Ha anche denunciato abusi e qualche illecito. È stato a sua volta colpito da esposti, e ne è uscito illeso, ma poi non ce l’ha fatta e ha cambiato strada: a 34 anni ha lasciato la toga e da pochi mesi fa l’avvocato a Roma, nello studio paterno. Si occupa di società e successioni. E anche di diritto della famiglia, la sua passione.

Dottor Morcavallo, quanti sono in un anno gli allontanamenti decisi da un tribunale dei minori «medio», come quello di Bologna? Sono decine, centinaia?
Sono migliaia. Ma la verità è che nessuno sa davvero quanti siano, in nessuna parte d’Italia. Lo studio più recente, forse anche l’unico in materia, è del 2010: il ministero del Lavoro e delle politiche sociali calcolava che al 31 dicembre di quell’anno i bambini e i ragazzi portati via dalle famiglie fossero in totale 39.698. Solo in Emilia erano 3.599. Ma la statistica ministeriale è molto inferiore al vero; io credo che un numero realistico superi i 50 mila casi. E che prevalga l’abbandono.

L’abbandono?
Quando arrivai a Bologna, nel 2009, c’erano circa 25 mila procedimenti aperti, moltissimi da tanti, troppi anni. Trovai un fascicolo che risaliva addirittura al 1979: paradossalmente si riferiva a un mio coetaneo, evidentemente affidato ancora in fasce ai servizi sociali e poi «seguito» fino alla maggiore età, senza interruzione. Il fascicolo era ancora lì, nessuno l’aveva mai chiuso.

E che cos’altro trovò, al Tribunale di Bologna?
Noi giudici togati eravamo in sette, compreso il presidente Maurizio Millo. Poi c’erano 28-30 giudici onorari: psicologi, medici, sociologi, assistenti sociali.

Come si svolgeva il lavoro?
I collegi giudicanti, come previsto dalla legge, avrebbero dovuto essere formati da due togati e da due onorari: scelti in modo automatico, con logiche neutrali, prestabilite. Invece regnava un’apparente confusione. Il risultato era che i collegi si componevano «a geometria variabile». Con un solo obiettivo.

Cioè?
In aula si riuniva una decina di giudici, che trattavano i vari casi; di volta in volta i quattro «decisori» che avrebbero poi dovuto firmare l’ordinanza venivano scelti per cooptazione, esclusivamente sulla base delle opinioni manifestate. Insomma, tutto era organizzato in modo da fare prevalere l’impostazione dei servizi sociali, sempre e inevitabilmente favorevoli all’allontanamento del minore.

E lei che cosa fece?
Iniziai da subito a scontrarmi con molti colleghi e soprattutto con il presidente Millo. Le nostre impostazioni erano troppo diverse: io sono sempre stato convinto che l’interesse del minore debba prevalere, e che il suo restare in famiglia, là dov’è possibile, coincida con questo interesse. È la linea «meno invasiva», la stessa seguita dalla Corte costituzionale e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

Gli altri giudici avevano idee diverse dalle sue?
Sì. Erano per l’allontanamento, quasi sempre. Soltanto un collega anziano la vedeva come me: Guido Stanzani. Era magistrato dal 1970, un uomo onesto
e serio. E anche qualche giudice onorario condivideva il nostro impegno: in particolare lo psicologo Mauro Imparato.

Che cosa accadeva? Come si aprivano i procedimenti?
Nella stragrande maggioranza dei casi si trattava di allontanamenti dalle famiglie per motivi economici o perché i genitori venivano ritenuti «inadeguati».

Che cosa vuol dire «inadeguato»?
Basta che arrivi una segnalazione dei servizi sociali; basta che uno psicologo stabilisca che i genitori siano «troppo concentrati su se stessi». In molti casi, è evidente, si tratta di vicende strumentali, che partono da separazioni conflittuali. Il problema è che tutti gli atti del tribunale sono inappellabili.

Perché?
Perché si tratta di provvedimenti formalmente «provvisori». L’allontanamento dalla famiglia, per esempio, è per sua natura un atto provvisorio. Così, anche se dura anni, per legge non può essere oggetto di una richiesta d’appello. Insomma non ci si può opporre; nemmeno il migliore avvocato può farci nulla.

Tra le cause di allontanamento, però, ci sono anche le denunce di abusi sessuali in famiglia. In quei casi non è bene usare ogni possibile cautela?
Dove si trattava di presunte violenze, una quota comunque inferiore al 5 per cento, io a Bologna ho visto che molti casi si aprivano irritualmente a causa di lettere anonime. Era il classico vicino che scriveva: attenzione, in quella casa molestano i figli. Non c’era nessuna prova. Ma i servizi sociali segnalavano e il tribunale allontanava. Un arbitrio e un abuso grave, perché una denuncia anonima dovrebbe essere cestinata. Invece bastava a giustificare l’affido. Del resto, se si pensa che molti giudici onorari erano e sono in conflitto d’interesse, c’è di che capirne il perché.

Che cosa intende dire?
Chi sono i giudici onorari? Sono psicologi, sociologi, medici, assistenti sociali. Che spesso hanno fondato istituti. E a volte addirittura le stesse case d’affido che prendono in carico i bambini sottratti alle famiglie, e proprio per un’ordinanza cui hanno partecipato.

Possibile?
A Bologna mi trovai in udienza un giudice onorario che era lì, contemporaneamente, anche come «tutore» del minore sul cui affidamento dovevamo giudicare.

Ma sono retribuiti, i giudici onorari?
Sì. Un tanto per un’udienza, un tanto per ogni atto. Insisto: certi fanno 20-30 udienze a settimana e incassano le parcelle del tribunale, ma intanto lavorano anche per gli istituti, le cooperative che accolgono i minori. È un business osceno e ricco, perché quasi sempre bambini e ragazzi vengono affidati ai centri per mesi, spesso per anni. E le rette a volte sono elevate: ci sono comuni e aziende sanitarie locali che pagano da 200 a oltre 400 euro al giorno. Diciamo che il business è alimentato da chi ha tutto l’interesse che cresca.

È una denuncia grave.  Il fenomeno è così diffuso? Possibile che siano tutti interessati, i giudici onorari? Che tutti i centri d’affido guardino solo al business?
Ma no, certo. Anche in questo settore c’è il cattivo e c’è il buono, anzi l’ottimo. Ovviamente c’è chi lavora in modo disinteressato. Però il fenomeno si alimenta allo stesso modo per tutti. I tribunali dei minori non scelgono dove collocare i minori sottratti alle famiglie, ma guarda caso quella scelta spetta ai servizi sociali. Comunque la crescita esponenziale degli affidi e delle rette è uguale per i buoni come per i cattivi. E c’è chi ci guadagna.

Per lei sono più numerosi gli istituti buoni o i cattivi?
Non lo so. A mio modo di vedere, buoni sono quelli che favoriscono il contatto tra bambini e famiglie. Ce ne sono alcuni. Io ne conosco 2 o 3.

Ma, scusi: i giudici onorari chi li nomina?
Il diretto interessato presenta la domanda, il tribunale dei minori l’approva, il Consiglio superiore della magistratura ratifica.

E nessuno segnala i conflitti d’interessi? Nessuno li blocca?
Dovrebbero farlo, per legge, i presidenti dei tribunali dei minori. Potrebbe farlo il Csm. Invece non accade mai nulla. L’associazione Finalmente liberi, cui ho aderito, è tra le poche che hanno deciso d’indagare e lo sta facendo su vasta scala. Sono stati individuati finora un centinaio di giudici onorari in evidente conflitto d’interessi. Li denunceremo. Vedremo se qualcuno ci seguirà.

Quanto può valere quello che lei chiama «business osceno»?
Difficile dirlo, nessuno controlla. In Italia non esiste nemmeno un registro degli affidati, come accade in quasi tutti i paesi occidentali.

Ipotizzi lei una stima.
Sono almeno 50 mila i minori affidati: credo costino 1,5 miliardi l’anno. Forse di più.

Torniamo a Bologna. Nel gennaio 2011 accadde un fatto grave: un neonato morì in piazza Grande. Fu lì che esplose il conflitto fra lei e il presidente del tribunale dei minori. Come andò?
La madre aveva partorito due gemelli dieci giorni prima. Uno dei due morì perché esposto al freddo. Che cosa era successo? In realtà la famiglia, dichiarata indigente, aveva altri due bambini più grandi, entrambi affidati ai servizi sociali. Il caso finì sulla mia scrivania. Indagai e mi convinsi che quella morte era dovuta alla disperazione. I genitori avevano una casa, contrariamente a quel che avevano scritto i giornali, ma ne scapparono perché terrorizzati dalla prospettiva che anche i due neonati fossero loro sottratti.

E a quel punto che cosa accadde?
Il presidente Millo mi chiamò. Disse: convochiamo subito il collegio e sospendiamo la patria potestà. Risposi: vediamo, prima, che cosa decide il collegio. Millo avocò a sé il procedimento, un atto non previsto da nessuna norma. Allora presentai un esposto al Csm, denunciando tutte le anomalie che avevo visto. E Stanzani un mese dopo fece un altro esposto. Ne seguirono uno di Imparato e uno degli avvocati familiaristi emiliani.

Fu allora che si scatenò il contrasto?
Sì. Fui raggiunto da un provvedimento cautelare disciplinare del Csm. Venni accusato di avere detto che nel Tribunale dei minori di Bologna si amministrava una giustizia più adatta alla Corea del Nord, di avere denigrato il presidente Millo. Fui trasferito a Modena, come giudice del lavoro. Venne trasferito anche Stanzani, mentre Imparato fu emarginato. Nel dicembre 2011, però, la Cassazione a sezioni unite annullò quella decisione criticando duramente il Csm perché non aveva ascoltato le mie ragioni, né aveva dato seguito alle mie denunce.

Così lei tornò a Bologna?
Sì. Ma per i ritardi del Csm, anch’essi illegittimi, il rientro avvenne solo il 18 settembre 2012. Millo nel frattempo era andato via, ma non era cambiato gran che. Fui messo a trattare i casi più vecchi: pendenze che risalivano al 2009. Fui escluso da ogni nuovo procedimento di adottabilità. Capii allora perché un magistratro della procura generale della Cassazione qualche mese prima mi aveva suggerito di smetterla, che stavo dando troppo fastidio a gente che avrebbe potuto farmi desistere con mezzi potenti.

Sta dicendo che fu minacciato?
Mettiamola così: ero stato caldamente invitato a non rompere più le scatole. Capii che era tutto inutile, che il muro non cadeva. Intanto, in marzo, Stanzani era morto. Decisi di abbandonare la magistratura.

E ora?
Ora faccio l’avvocato. Ma lavoro da fuori perché le cose cambino. Parlo a convegni, scrivo, faccio domande indiscrete.

Che cosa chiede?
Per esempio che i magistrati delle procure presso i tribunali dei minori vadano a controllare i centri d’affido: non lo fanno mai, ma è un vero peccato perché troverebbero sicuramente molte sorprese. Chiedo anche che il Garante nazionale dell’infanzia mostri più coraggio, che usi le competenze che erroneamente ritiene di non avere, che indaghi. Qualcuno dovrà pur farlo. È uno scandalo tutto italiano: va scoperchiato.

 

ALL NR. 232) "GIUSTIZIA": NE PARLA ANCHE IL DR. PIERO TONY, PROC. CAPO DI PRATO, ANCHE LUI CONFERMA CHE LA "GIUSTIZIA" IN ITALIA E' UNA PENA !

 ALL NR. 232) "GIUSTIZIA": NE PARLA ANCHE IL DR. PIERO TONY, PROC. CAPO DI PRATO, ANCHE LUI CONFERMA CHE LA "GIUSTIZIA" IN ITALIA E' UNA PENA !


Daniele Bertinetto ha condiviso questo post.
CARO DR. "DRAGO" LEI E' IL PRESIDENTE DELLA CORTE D'APPELLO DI FIRENZE ED OVVIAMENTE NON CONDIVIDE LE NOSTRE "SACROSANTE" MANIFESTAZIONI CONTRO LA "MALAGIUSTIZIA" IN ITALIA OSSIA QUESTA REALTA' I CUI OPERATORI (I TOGATI), SONO "ABITUALMENTE" DEDITI AL "FALSO" NONCHE' ALLA CORRUZIONE CHE PARE SIA UNA COSTANTE.
VEDE DR. "DRAGO", NON SIAMO SOLO NOI, OSSIA LE MIGLIAIA DI CITTADINI SOFFERENTI DI QUESTA "INFAMIA" DEFINITA "GIUSTIZIA" MA, CIO' CHE NOI ESPONIAMO IN DETTAGLIO E CHE CI RIGUARDA DA VICINO, E' CONFERMATO ANCHE, IN MODO INCONTROVERTIBILE, DAI SIGG. EDOARDO MORI (GIUDICE PER QUARANTA ANNI), NELLO ROSSI (PROC. AGG. DI ROMA), FRANCESCO MORCAVALLO (GIUDICE PER OLTRE VENTI ANNI) E PIERO TONY, PROC. CAPO DI PRATO.
DR. "DRAGO", QUANDO AVRA' LETTO ED ASCOLTATO LE LORO INTERVISTE (ANALITICHE IN DETTAGLIO), MAGARI, "FORSE", CAMBIERA' IDEA ANCHE NEI NOSTRI CONFRONTI POICHE', RISULTA CHE LEI ABBIA DEFINITO "IMPROPRI" I TERMINI DA NOI USATI PER CLASSIFICARE ALCUNI "MAGISTRATI".
CARO DR. "DRAGO", SIA PER QUANTO RIGUARDA NOI CHE PER QUANTO RIGUARDA LE DICHIARAZIONI DEI SIGG. DI CUI SOPRA, IL TUTTO E' PROVATO IN MODO DOCUMENTALE ED APPARE "ARDUO" IL VOLERSI OPPORRE A FATTI CHIARAMENTE "OGGETTIVI" A MENO CHE NON VENGA ADOPERATA LA CLASSICA TECNICA DEL "SILENZIO" SEMPRE ADOTTATA DALLA "CASTA".
D'ALTRA PARTE, A TUTTI COLORO CHE VOGLIONO CONTINUARE AD "OCCULTARE" LA "VERITA' ", NON RESTA CHE NASCONDERSI ED EVITARE QUALSIASI CONFRONTO.
NOI CONTINUEREMO COMUNQUE LE NOSTRE MANIFESTAZIONI DAVANTI ALLA SUA SEDE, DAVANTI ALLA PREFETTURA ED IN TV CONTINUEREMO AD ESPORRE TUTTE LE VICENDE DALLE QUALI EMERGE CHIARAMENTE IL DEGRADO NEL QUALE VERSA LA "MAGISTRATURA" ITALIANA OSSIA QUESTO "CANCRO" STATALE CHE AMMORBA MIGLIAIA E MIGLIAIA DI CITTADINI IN TUTTO IL PAESE.


Ebbene si, il Dr. Tony, tra andare in pensione o restare in una amministrazione, dallo stesso definita una "Vergogna" non ha avuto il minimo dubbio: "Se ne è andato" !
Non poteva più sopportare il "Penoso" quanto "Vigliacco" quanto "Illegale" "Modus-Operandi della stragrande maggioranza di tutti i suoi colleghi "Magistrati".
Il Dr. Tony parla chiaro, la colpa di questa "VERGOGNA" tutta italiana (LA MAGISTRATURA), non è delle leggi ma esclusivamente dei "Magistrati" (o presunti tali.
Orbene, preso atto delle dichiarazioni del Dr. Tony (che non lasciano adito ad interpretazioni di sorta), si presume che "Sua Eccellenza" il Dr. "Drago", Presidente della "Corte d'Appello" di Firenze, abbia "Immediatamente Redarguito" il citato Dr. Tony per i termini da lui usati.

Dico questo poichè, a seguito di una manifestazioni del nostro Comitato spontaneo cittadini contro nomi e cognomi della Malagiustizia", tenuta innanzi al palazzo della "Giustizia" di Firenze, il citato dr. "Drrago" ebbe a dichiarare che da noi erano stati usati dei termini "Impropri" ed esagerati.
Si tiene a precisare che il Sig. Pino zarrilli, Presidente del citato Comitato, ogni mattina (a giorni alterni), è presente, sia davanti a quel "Tribunale" nonchè davanti alla "Prefettura" e, con l'aiuto di un megafono ripete costtantemente le stesse cose affinchè tutti i cittadini siano messi al corrente circa lo stato di "Degrado" nel quale versa la nostra "Giustizia".

Senza mezze parole, poichè tutto può essere provato in modo "Documentale", a suffragio di quanto costantemente ripetuto dal Sig. Pino Zarrilli, tengo a precisare che in Italia, esistono degli edifici sui quali è posta la scritta "Palazzo della Giustizia" ma, oggettivamente ciò che esiste è soltanto il palazzo in quanto la "Giustizia" è "Latitante" oramai da molti decenni.
Il Dr. Tony ovviamente ha parlato in generale di questo "Dramma" tutto italiano mentre invece il nostro Comitato, di volta in volta, o durante le manifestazioni oppure in diretta TV su canale 53 Italia, espone nel merto tutti i casi di palese "Malagiustizia" facendo i Nomi ed i Cognomi dei vari "Togati" responsabili di questo inenarrabile scempio.
Si signori, vengono chiaramente esposti i vari e "Gravissimi Delitti" commessi da coloro che "Dovrebbero Amministrare" la "Giustizia" mentre invece, con "Vigliaccheria" inaudita distruggono "Migliaia" di persone le quali, in questo "Diabolico Sistema", si ritrovano ""Inermi" e devono soltanto subire una "Volontà Delinquenziale" (quella dei togati), che li "Distrugge", sia dal punto di vista Morale, Psicologico ed ovviamente Economico.

Caro "Dott. Drago", in merito a questo "Cancro" (la Magistratura italiana), si sono già pronunciati anche i Signori Edoardo Mori (ex Giudice); Nello Rossi, attuale Proc. Agg. di Roma, Morcavallo Francesco, (ex Giudice presso Trib. Min. Bo) i quali, entrando ancora più in dettaglio, hanno confermato quanto dichiarato dal citato Dr. Tony.
Mi dispiace (anzi, non mi dispiace per niente) ma, affronte a questa "Aberrante" situazione, "ONESTI" meritano di essere definiti "Esclusivamente" quei Signori i quali, pur consapevoli dei rischi ai quali possono andare incontro, "Non Esitano" a dichiarare i fatti per come effettivamente sono fornendo anche l'entità deii danni e non girando intorno al problema.

Infatti caro "Dott. Drago", lei che è apparso scandalizzato dai termini da noi usati nelle manifestazioni, dovrebbe ascoltare anche (per esempio), le interviste sia del citato Dr. Rossi nonchè del citato Dr. Morcavallo i quali, rispettivamente non hanno esitato a definire il "Processo italiano" come un "Istituto Criminogeno" ove la "Corruzione" è una "Prassi dilagante e costante".

Caro "Dr. Drago" pare che lei non sia d'accordo con una esposizione dei fatti, riportata da più persone le quali, visti i ruoli, può parlare con "Cognizione di Causa" del nostro sistema giudiziario e, considerato che quelle affermazioni sono confermate in toto da tutti "Noi" (tantissimi), sofferenti di "Malagiustizia", le ricordo che alternative ulteriori non ve ne sono quindi, "O si riconosce che l'amministrazione della "Giustrizia" DEVE ESSERE TOTALMENTE RISANATA" oppure, gioco forza (ed ovviamente), si appartiene in toto alla "Casta" i cui "Confratelli" rispettano tutti il "Vincolo associativo" che li accomuna con il risultato che, come ben sappiamo, qualsiasi "Denuncia" proposta dai cittadini, nei confronti dei vari Tiogati", viene "Puntualmente archiviata" nonostante nel corpo vi siano ben esposti, tutti gli elementi "Oggettivi e soggettivi" costituenti i vari "Delitti"

Dr. Drago, sicuramente non le sarà sfuggito ma, la locuzione "Vincolo Asssociativo" da me adoperata, incidentalmente si trova presente anche nell'art. 416 bis del nostro meraviglioso C.P. -


"DICHIARAZIONI DEL DR. TONY"

Il processo. Le intercettazioni. I giornali. Il circo mediatico. Si comincia da qui, e Piero Tony, il protagonista di questa storia, lo dice tutto di un fiato: «(...)«Il processo non è più un semplice processo ma è una gogna, a volte una vergogna, e chi ha coscienza del suo lavoro sa come funziona, sa i giochi che si fanno con gli imputati e sa come si usano le intercettazioni, le carte, gli spifferi, le indagini, gli arresti. Beh, io dico no. E lo dico da sinistra. Lo dico da militante di una corrente di sinistra. Lo dico dopo aver girato mezza Italia. E lo dico dopo trent'anni di carriera. La giustizia, purtroppo, in Italia non sempre funziona come dovrebbe funzionare. Sarebbe bello, sarebbe un sogno, dire che è solo un problema di riforme, di scelte del governo, di leggi fatte e di leggi non fatte. C'è anche quello, sì, ma il problema è nostro, prima di tutto, e fino a quando non cambieremo noi non sarà possibile cambiare nulla».


Caro Dr. Drago, in tutta sincerità i fatti dimostrano che, con la presenza di "Signori Magistrati" come il Dr. Mori, il Dr. Rossi, il Dr. Morcavallo ed il Dr. Tony, la "Giustizia" funzionerebbe "Anche" in Italia e, sopratutto coloro che amministrano (o dovrebbero amministrare) la "Giustizia", applicano (o dovrebbero applicare) la legge, sarebbero i primi ad essere perseguiti e condannati in modo esemplare mentre adesso accade l'esatto contrario e questo sistema fornisce la "Licenza di Delinquere" proprio a chi (indegnamente) indossa la Toga.Vede Dr. Drago, per quanto è accaduto al Signor Morcavallo Dr. Francesco, sono strafelice che abbia potuto dimostrare con i fatti che tutto ciò che fu da lui affermato in quell'intervista è conforme al vero e quindi sono felice anche del fatto che la "Cassazione" non abbia potuto far altro che prendere atto della veridicità di quanto esposto dal Morcavallo medesimo.Sono molto meno contento del fatto chhe lo stesso, una volta riammesso in servizio alla sua sede, abbia deciso di dimettersi spontaneamente in quanto non sopportava più la "Fatiscenza" che si respira nei cari palazzi della "Giustizia" italiani.La nostra "Magistratura" avrebbe bisogno di tanti "Signori" come il Dr. Morcavallo Francesco ed a coloro ai quali preme la "Giustizia", perdere dei Signori del genere non fa affatto piacere.Ad esempio, nella regione Toscana che, come sappiamo fa capo alla corte d'Appello da lei presieduta, è presente anche il palazzo della "Giustizia" di Pistoia.Ebbene, soltanto in quel luogo e soltanto il sotttoscritto, si è visto costretto a denunciare nr. "SEI" Magistrati i quali hanno fatto a gara a scrivere palesi falsi ideologici, ad occultare atti veri, ad usare atti falsi, ad omettere atti del proprio ufficio, a favorire personalmente dei soggetti eludendo l'attività investigativa ed a favorire realmente un soggetto giuridico, garantendo un più che congruo profitto.

Si Dr. Drago, in pratica è accaduto ciò che i Dottori Mori, Rossi, Morcavallo e Tony hanno chiaramente esposto anche nei dettagli non tralasciando la chiara "Abitualità" di tali criminali condotte".Siamo in tanti ad essere curiosi di quale sia il suo pensiero a tal proposito.
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ll.nr.147) DICHIARAZIONI SHOK (VEDI VIDEO) GIUSTIZIA??? NON C'E': "GRAVISSIMA DENUNCIA DEL GIUDICE MORCAVALLO DEL TRIB. MINORI DI BOLOGNA.

 


All.nr.147) DICHIARAZIONI SHOK (VEDI VIDEO) GIUSTIZIA??? NON C'E': "GRAVISSIMA DENUNCIA DEL GIUDICE MORCAVALLO DEL TRIB. MINORI DI BOLOGNA.

Le denunce da parte di cittadini (migliaia), vengono tutte regolarmente "Insabbiate", la giustizia costantemente latitante ed ultimamente lo ha detto a chiare note in tv, anche il presidente delle camere penali italiane.

Quello che segue in questo filmato è una ulteriore conferma di un sistema "Marcio" e "Schifoso", stavolta a pronunciarsi senza mezze misure è il Giudice Morcavallo del Tribunale dei minori di Bologna il quale ha parlato di "Magistratura" fortemente "Contaminata" e di un C.S.M. il quale, come istituto, è sempre assolutamente "Assente" per la tutela dei cittadini ma sempre "Presente" per la "Tutela" dei "Giudici" accusati di mettere in opera un "Sistema" fortemente "Pericoloso".
Nel caso specifico il riferimento è ai circa 35.000 allontanamenti immotivati, di minori dalle loro famiglie e quindi si innesca un meccanismo che muove interessi per milioni e milioni di euro tra le spese di perizia, dei vari assistenti sociali ed affidamenti dei minori presso altre strutture.
Ne consegue che, come è semplice comprendere, il "Giudicante" senza scrupoli non ha difficoltà ad individuare la fonte del proprio "Profitto"
Adesso vedremo quali saranno i provvedimenti che il solito C.S.M. adotterà nei confronti del Giudice Morcavallo.
SONO QUESTI I GIUDICI CHE VOGLIAMO e siccome "sembra" che, dopo questa trasmissione" il CSM lo abbia "trasferito"... se ne avremo certezza, DOVREMO inondare il CSM e le Redazioni di email per fargli capire che SONO QUESTI I GIUDICI CHE VOGLIAMO e NON quelli che fanno finta "di non sapere"... ciò che MIGLIAIA di genitori e nonni DA ANNI DENUNCIAMO!!!

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Collage dichiarazioni shock del Giudice Morcavallo sul ...

21 mag 2013 - Intervento video a Mattino 5 condotto da Federica. ... dichiarazioni shock del Giudice Morcavallo sul Mercato degli affidamenti e delle adozioni.